Pietro Milazzo, Sindacalista della Cgil, dice la sua a proposito del provvedimento della Questura contro di lui
Venerdì scorso ho ricevuto un provvedimento dalla questura riservato ai "soggetti
considerati socialmente pericolosi". Un provvedimento emenato in base ad una legge
del 1956, peraltro sempre applicata solo verso soggetti della criminalità.
Questa legge consente al Questore, per i prossimi tre anni di deferirmi al tribunale
per le misure di prevenzione. Il quale può comminarmi misure come la sorveglianza
speciale o addirittura il confino. Comunque gravi restrizioni della libertà personale,
come si può facilmente immaginare.
La causa esplicita di questi provvedimenti è il mio ruolo importante in questa
battaglia che da oltre dieci anni stiamo portando avanti a Palermo sulla questione
abitativa. C'è stata in questo periodo una recrudescenza della attività del Comune
e della questura contro il movimento che si è occupato e che si occupa della emergenza
abitativa che a Palermo è un problema grave, che tocca la vita di migliaia di
cittadini. E questo provvedimento vuole essere una intimidazione nei confronti
di tutti quelli che si occupano di questa questione.
Certo fa specie un provvedimento così pesante, quasi a significare che l'emergenza
della legalità a Palermo è generata da chi si occupa di tutelare i diritti dei
suoi cittadini.
Questa recrudescenza c'è per diversi motivi: primo tra tutti la crisi fortissima
della giunta comunale. Che proprio sulla questione casa è in difficoltà, in questi
giorni, grazie ad un ordine del giorno che è stato presentato da uno schieramento che
attraversa maggioranza e opposizione. E che recepisce molte delle indicazioni
che il movimento che si occupa della questione abitativa a Palermo ha dato. La
questione della casa sta dando un colpo di grazia ad una giunta che è in difficoltà
enormi sia di bilancio che di consenso. Il dissesto finanziario è enorme, e il
consenso della giunta è calato moltissimo. Per fare un esempio: hanno chiuso la
Ztl del centro. E adesso dovrebbero restituire ai cittadini i soldi verati per
i pass, ma nessuno li vede.
Poi c'è una denuncia, un esposto alla procura, fatto da noi, sul mancato utilizzo
dei beni confiscati alla mafia, anche quelli per fini abitatiti. Una battaglia
che a suo tempo avevamo vinto. Ma l'amministrazione comunale da un anno fa ostruzionismo
per evitare che i beni sequestrati vengano utilizzati per fini sociali e per l'emergenza
abitativa. Per questo abbiamo fatto l'esposto.
A questo aggiungiamo il fatto che da qualche tempo a Palermo si sta delineando
una grossa operazione di trasformazione urbana, con investimenti speculativi di
miliardi di euro sul centro storico e sul fronte a mare.
Questi sono i fattori che spiegano l'accanimento nei confronti miei e attraverso
di me sul movimento che si occupa dell'emergenza abitativa a Palermo.
E io vorrei usare la mia vicenda proprio per rafforzarlo, il movimento. Vorrei
che tutti gli attestati di solidarietà che ho ricevuto, tanti e significativi,
che vanno dai parlamentari nazionali ai religiosi, servissero a coprire le spalle
di tutti quelli che lavorano per risolvere l'emergenza abitativa a Palermo.
Pietro Milazzo