02/10/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Pietro Milazzo, Sindacalista della Cgil, dice la sua a proposito del provvedimento della Questura contro di lui
 Venerdì scorso ho ricevuto un provvedimento dalla questura riservato ai "soggetti considerati socialmente pericolosi". Un provvedimento emenato in base ad una legge del 1956, peraltro sempre applicata solo verso soggetti della criminalità.
Questa legge consente al Questore, per i prossimi tre anni di deferirmi al tribunale per le misure di prevenzione. Il quale può comminarmi misure come la sorveglianza speciale o addirittura il confino. Comunque gravi restrizioni della libertà personale, come si può facilmente immaginare.
La causa esplicita di questi provvedimenti è il mio ruolo importante in questa battaglia che da oltre dieci anni stiamo portando avanti a Palermo sulla questione abitativa. C'è stata in questo periodo una recrudescenza della attività del Comune e della questura contro il movimento che si è occupato e che si occupa della emergenza abitativa che a Palermo è un problema grave, che tocca la vita di migliaia di cittadini. E questo provvedimento vuole essere una intimidazione nei confronti di tutti quelli che si occupano di questa questione.
Certo fa specie un provvedimento così pesante, quasi a significare che l'emergenza della legalità a Palermo è generata da chi si occupa di tutelare i diritti dei suoi cittadini.
Questa recrudescenza c'è per diversi motivi: primo tra tutti la crisi fortissima della giunta comunale. Che proprio sulla questione casa è in difficoltà, in questi giorni,  grazie ad un ordine del giorno che è stato presentato da uno schieramento che attraversa maggioranza e opposizione. E che recepisce molte delle indicazioni che il movimento che si occupa della questione abitativa a Palermo ha dato. La questione della casa sta dando un colpo di grazia ad una giunta che è in difficoltà enormi sia di bilancio che di consenso. Il dissesto finanziario è enorme, e il consenso della giunta è calato moltissimo. Per fare un esempio: hanno chiuso la Ztl del centro. E adesso dovrebbero restituire ai cittadini i soldi verati per i pass, ma nessuno li vede.
Poi c'è una denuncia, un esposto alla procura, fatto da noi, sul mancato utilizzo dei beni confiscati alla mafia, anche quelli per fini abitatiti. Una battaglia che a suo tempo avevamo vinto. Ma l'amministrazione comunale da un anno fa ostruzionismo per evitare che i beni sequestrati vengano utilizzati per fini sociali e per l'emergenza abitativa. Per questo abbiamo fatto l'esposto.
A questo aggiungiamo il fatto che da qualche tempo a Palermo si sta delineando una grossa operazione di trasformazione urbana, con investimenti speculativi di miliardi di euro sul centro storico e sul fronte a mare.

Questi sono i fattori che spiegano l'accanimento nei confronti miei e attraverso di me sul movimento che si occupa dell'emergenza abitativa a Palermo.
E io vorrei usare la mia vicenda proprio per rafforzarlo, il movimento. Vorrei che tutti gli attestati di solidarietà che ho ricevuto, tanti e significativi, che vanno dai parlamentari nazionali ai religiosi, servissero a coprire le spalle di tutti quelli che lavorano per risolvere l'emergenza abitativa a Palermo.

Pietro Milazzo

Parole chiave: Pietro Milazzo, confino, Palermo, emergenza abitativa
Categoria: Diritti
Luogo: Italia