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Scritto per noi da
Cosimo Caridi
Nel report "Condanne a morte ed esecuzioni 2008", pubblicato martedì, Amnesty Intenarional rende noti i dati sulla pena di morte. La pena capitale è in vigore in 59 stati, in altri 10 solo per reati mentre 36 sono gli abolizionisti de facto e 92 quelli totalmente abolizionisti. Nel 2008 sono state messe a morte almeno 2.390 persone, 7 al giorno, le esecuzioni sono avvunte tramite: decapitazione, lapidazione, impiccagione, ignezione letale, fucilazione ed elettrocuzione. Le sentenze di pena capitale sono raddoppiate rispetto allo scorso anno , raggiungendo quota 8.864 rispetto ai 3.347 del 2007. Delle condanne a morte del 2008 più di 7000 sono state emesse in Cina, il forte aumento rispetto all'anno precende è in parte dovuto alla riforma del sisteme giudiziario cinese.
Il 'primato' cinese. Nel 2008 in 5 paesi (Cina, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Usa) sono avvenute il 93 percento delle esecuzioni mondiali. Si legge nel report "Solo in Cina hanno avuto luogo quasi i tre quarti delle esecuzioi su scala mondiale, 1.718 su 2,390". AI sottolinea inoltre che questi dati potrebbero essere parziali, infatti Pechino mantiene il segreto di stato sulle condanne a morte e le esecuzioni. Sono invece 346 le persone messe a morte in Iran tra cui 8 minorenni, con metodi che non escludono l'impiccaggione e la lapidazione. In Arabia Saudita sono state almeno 102 le esecuzioni, avvenute solitamente tramite decapitazione, ma in alcuni casi anche con la crocifissione. In Asia sono 11 i paesi che continuano a ricorrere alla pena di morte: Afghanistan, Bangladesh, Cina, Corea del Nord, Giappone, Indonesia, Malaysia, Pakistan, Singapore e Vietnam. Dato eclatante sono le 15 esecuzioni giapponesi, il numero più alto dal 1975. Sono state 508 le esecuzioni nei paesi Mediorientali e dell'Africa del nord. AI denuncia che durante la redazione del report era in corso in Iraq la pianificazione dell'esecuzione di 128 detenuti a gruppi di 20. Sudan e Botswana sono gli unici due paesi dove sono state eseguite condanne a morte in tutta l'Africa, anche se in Liberia è stata reintrodotta la pena capitale.
In Europa. L'unico paese europeo dove è ancora in vigore la pena capitale è la Bielorussia. AI sottolinea che per questo paese "non esistono dati o statistiche ufficiali. L'intero procedimento che riguarda la pena di morte è avvolto nel segreto. I prigionieri e i loro familiari non sono informati sulla data dell'esecuzione; il corpo del condannato non viene restituito alla famiglia , né viene detto dove sia sepolto". AI fa una stima per il paese dell'ex Unione Sovietica che dal 1991, anno in cui la Bielorussia è diventata indipendente, avrebbe giustiziato più di 400 persone. Il report continua accusando Minsk di "un sistema di giustizia penale viziato, dove tortura e maltrattamenti sono utilizzati per estorcere confessioni". Nel 2004 la Corte costituzionale bielorussa ha dichiarato la pena di morte in conflitto con la costituzione, ma, continua AI, "le autorità non hanno ancora dimostrato la volontà politica di intraprendere i necessari cambiamenti legislativi o di iniziare un ampio dibattito pubblico sull'argomento".
Buone notizie. Il comunicato di Ai inizia con "Nel 2008 il mondo si è ancora più avvicinato all'abolizione della pena di morte", e si ricorda come le Nazioni Unite abbiano adottato una risoluzione per una moratoria in vista dell'abolizione della pena di morte. Uzbekistan e Argentina hanno abolito la pena di morte e solo 25 dei 59 paesi dove è in vigore hanno eseguito condanne.