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Questa mattina l'ennesima manifestazione di protesta dei giovani kashmiri contro le forze di sicurezza indiane è finita nel sangue.
Due ragazzi sono stati uccisi e altri 16 feriti dai colpi d'arma da fuoco sparati dalla polizia contro i dimostranti, nei distretti di Budgam e Baramullah.
Oltre trenta manifestanti kashmiri sono stati uccisi dalla polizia indiana nell'ultima settimana, più di cento negli ultimi tre mesi. Nonostante il coprifuoco ininterrotto, imposto dalle autorità di Nuova Delhi, le proteste nella regione continuano a dilagare e farsi sempre più violente.
Il popolo kashmiro continua a invocare giustizia per i crimini commessi dalle truppe indiane nei confronti dei civili, chiedendo al governo di Manmohan Singh la revoca della Legge sui poteri speciali delle forze armate che garantisce l'impunità totale ai militari in servizio nella regione e premi in denaro - i cosiddetti 'gallantry awards', premi al valore - ai soldati che uccidono guerriglieri.
Intanto oggi sono ripresi i voli verso il capoluogo, Srinagar, che erano stati sospesi in seguito ai disordini.