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Il governo di Israele ha approvato la costruzione di 238 nuove case nel quartiere ebraico di Gerusalemme est, ponendo fine di fatto a una tacita moratoria che aveva bloccato le costruzioni a Gerusalemme dal novembre scorso (l'accordo ufficiale riguardava, infatti, solo la Cisgiordania e non anche Gerusalemme). Secondo quanto riferiscono uomini governativi agli organi di stampa, le nuove costruzioni nei quartieri di Ramot e Pisgat Zeev sarebbero state oggetto di discussione con l'amministrazione Usa. Propio per temperare la disapprovazione degli statunitensi, il governo israeliano avrebbe deciso di ridurre il numero di nuove case che quindi, presumibilmente, era previsto in un numero maggiore. La questione edilizia è al centro dei colloqui di pace in Medioriente ed è un problema molto sentito dalla parte palestinese che potrebbe mettere a rischio il dialogo con Israele.