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"Proteggeremo la nostra sicurezza dalle minacce, sia che vengano dall'interno o dall'esterno del paese" è quanto ha promesso oggi l'autoritario presidente bielorusso, Alexsander Lukashenko, durante la cerimonia d'insediamento per il suo quarto mandato.
"Vorrei ricordare a chi non augura del bene alla Bielorussia un nostro proverbio: non incendiare la casa del vicino, potrebbe bruciare anche la tua" e Lukashenko ha anche descritto in termini epici la sua rielezione: "Non era questione solo di eleggere un presidente -ha affermato- in realtà si decideva del destino della nostra nazione, se dovrà essere forte e indipendente o cadere in una dipendenza simile alla schiavitù". Gli ambasciatori dei 12 paesi Ue che hanno una sede diplomatica in Bielorusia hanno disertato la cerimonia, così come i rappresentanti di Stati Uniti e Ucraina. Molti ambasciatori hanno approfittato di una serie di eventi europei in Lituania per recarsi oggi in questo Paese. Dopo le contestate elezioni del 19 novembre, alle quali Lukashenko ha ricevuto l'80 per cento dei voti secondo i dati ufficiali, almeno 20mila oppositori sono scesi in piazza. Ma la polizia è intervenuta con brutalità effettuando 600 arresti. Da allora sono proseguiti gli arresti di dissidenti, fra cui anche candidati alle presidenziali.
Parole chiave: Lukashenko, elezione, ambasciatori