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La Borsa di Tokyo che crolla, fatto inevitabile, reazione a catena che spaventa le grandi banche centrali e che spinge in alto i timori di chi vede nello tsunami e terremoto giapponese l'occasione per frustrare i timidi segnali di ripresa a livello globale, dopo i lunghi mesi della crisi internazionale più dura. Non a caso, sostiene Niccolò Mancini, operatore di borsa a Milano, si fanno meno insistenti in questi ultimi giorni le notizie a proposito di un rialzo dei tassi.
Libia, Giappone: differenze. Il trader coglie immediatamente un dato: la differenza che si sta disegnando fra gli effetti giapponesi e la crisi del nordafrica, soprattutto per le vicende legate alla Libia. "Il petrolio è sceso di 8 dollari in un giorno e mezzo. Un dato clamoroso che si può spiegare descrivendo l'aumento dei prezzi del greggio e la corsa all'oro legate alle vicende nord africane come una vera e propria bolla finanziaria. Nel caso giapponese, invece, siamo di fronte a un dato che tocca l'economia reale di un paese con le pesanti ripercussioni che arriveranno. L'incertezza sugli avvenimenti fa il resto. La speculazione, che ha cavalcato la crisi libica è presente anche oggi sulle macerie del Sol levante, ma si tratta di un fatto prevedibile e ineluttabile, almeno fino a quando non ci si doterà di un sistema severo di controllo dei cosiddetti derivati".
Il fondo Nuke. È un prodotto di origine irlandese, è passato in due giorni a meno 30 per cento. Il fondo, che replica la performance del nuclear energy index è stato letteralmente fatto a pezzi dalle esplosioni di Fukushima. "La stessa cosa è avvenuta per i titoli che si riferiscono al nucleare, mentre guadagnano le energie alternative", spiega Mancini .
Edf in Francia ha perso un 12 per cento, Areva il 22 per cento. L'altro settore che inquieta è quello delle assicurazioni, dal momento che tutte le aziende in Giappone erano assicurate contro questo tipo di evenzienza. Nelle prefetture nipponiche coinvolte dalla catastrofe esistono infatti oltre tre milioni di polizze contro il sisma, con percentuali di assicurazione fino al 67 per cento. Edilizia residenziale e suppellettili sono coperte per circa 186 miliardi di euro, incendi esclusi.
Angelo Miotto