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"Noi siamo lì per proteggere il popolo libico non per armarlo". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che ha chiarito che l'obiettivo dell'Alleanza Atlantica è quello di bloccare l'ingresso di armi nel Paese, facendo rispettare l'embargo.
Le parole di Rasmussen, però, collidono con quella che fino a qualche ora fa era la posizione di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che avevano lasciato intuire che quella di armare l'insurrezione contro Muhammar Gheddafi fosse un'opzione considerata molto seriamente. Ma oggi, oltre alla smentita del Segretario generale della Nato, è arrivata anche la precisazione di Parigi. Il ministro della Difesa francese, Gerard Longuet, ha spiegato che armare i ribelli "non è (un'ipotesi) all'ordine del giorno", perché questa scelta sarebbe incompatibile con la Risoluzione 1973 delle Nazioni Unite.
Sul fronte militare, intanto, oggi si registra l'attacco dell'esercito lealista contro Ajdabiya. Secondo la tv satellitare al Arabiya, che definisce la controffensiva gheddafiana "feroce", i ribelli starebbero perdendo terreno. Nel pomeriggio, un pomeriggio del governo di Tripoli ha detto che il Colonnello non pensa minimamente ad una resa e che "resterà fino alla fine".