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Il vicecancelliere e ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, in visita in Cina, ha detto che "non è con i mezzi militari che si può risolvere la crisi libica". Westerwelle ha aggiunto che occorre una soluzione politica, la quale secondo lui deve passare da un cessate-il-fuoco, che "anche" Gheddafi dovrebbe rispettare. Le dichiarazioni di Westerwelle, accolte con molta soddisfazione a Pechino dove egli si trova, così come a Mosca (due potenze contrarie all'intervento lanciato dalla Nato) minacciano di creare nuove spaccature e gravi tensioni tra la Germania e i suoi alleati. La Germania come è noto si era astenuta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla risoluzione 1973, quella che autorizzava l'uso della forza e l'istituzione di una no-fly zone. Berlino aveva votato insieme a Russia, Cina, India e Brasile rompendo il fronte Ue e Nato. All'Onu, hanno scritto i media tedeschi, il vicecancelliere avrebbe addirittura voluto votare contro la risoluzione, e solo la Merkel lo avrebbe in parte frenato, ma senza comunque rinunciare allo strappo con gli alleati.