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La polizia marocchina ha arrestato un uomo sospettato di aver provocato l'esplosione avvenuta stamattina a Marrakesh, nella quale sono morte diciassette persone. Si tratterebbe dunque di un attentato, e non di un incidente, come già aveva anticipato in giornata il ministro dell'Interno locale. La detonazione è avvenuta nel caffè "Argana", frequentato soprattutto da turisti. L'uomo, secondo quanto riferito dal sito web marocchino Hespress, "si trovava nel locale prima dell'esplosione con una grossa valigia, e ha chiesto un'aranciata a un cameriere, per poi allontanarsi".
In base alla testimonianza di un fotografo della Reuters presente sul posto, vi sarebbero brandelli umani sparsi tutt'intorno all'edificio. Di quest'ultimo, il primo e il secondo piano sarebbero andati distrutti.
Si tratta di un attacco che avrà conseguenze gravi per l'economia locale, basata per lo più sul turismo, e ancora impegnata a riprendersi dalla crisi che ha colpito i mercati di tutto il mondo. "Marrakesh è la meta turistica più importante di tutto il Marocco - ha commentato il proprietario francese di un ristorante cittadino - e il caffè 'Argan' era uno dei più celebri della zona".