01/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'assunzione da parte del presidente della titolarità del ministero del Petrolio sarebbe illegale. E' l'ultimo atto di un conflitto strisciante tra istituzioni

Continua il braccio di ferro tra istituzioni in Iran. Oggi il Parlamento ha presentato in tribunale una relazione in cui accusa il presidente Mahmoud Ahmadinejad di aver violato la legge assumendo l'incarico di ministro del Petrolio.

Ahmadinejad ha preso il posto di Massoud Mirkzemi, da lui licenziato la settimana scorsa. Con questa mossa, il presidente si è trovato ad essere contemporaneamente presidente del vertice Opec a Vienna, perché in questo momento la presidenza a rotazione spetta a Taheran.

Il Consiglio dei Guardiani, però, si è pronunciato contro questa mossa, definendola illegale. Che Ahmadinejad abbia rinunciato al viaggio, non importa, perché l'assemblea oggi ha deciso di chiedere alla magistratura indagini ulteriori.

Si tratta dell'ultimo episodio di una crisi apertasi al vertice del regime e che vede contrapposti il sistema di potere del presidente e quello della Guida suprema Ali Khamenei. Alcune settimane fa, Ahmadinejad aveva licenziato il ministro dell'Intelligence, molto vicino a Khamenei, che infatti lo aveva reintegrato subito.

Erano seguiti giorni di freddezza che è diventata tensione quando è stato messo in stato di arresto Esfandiar Rahim-Mashaei, uno dei consiglieri più vicini al presidente, con l'accusa di stregoneria.

 

 

Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Iran