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Si inasprisce la repressione decisa da Bashar al-Assad contro i rivoluzionari siriani: le forze di sicurezza hanno ucciso oggi cinque persone, e ne hanno ferite molte altre, secondo quanto riferito alla Reuters da alcuni testimoni. L'esercito è entrato in una città situata sul confine nordoccidentale del Paese, e ha arrestato numerosi "oppositori armati", secondo quanto riportano le tv di Stato locali. Continuano intanto le marce di protesta della popolazione, che dilagano in tutto il Paese. Delle cinque persone uccise dagli agenti, due sono morte mentre manifestavano a Damasco, altre due nel villaggio di Busra al-Harir, e un quinto nella città portuale di Latakia.
Nel frattempo arriva la notizia di un sito in arabo, chiamato "Revolution Intelligence", che esorta i siriani - garantendo loro l'anonimato - a denunciare i nomi degli informatori e dei collaboratori del regime. "Se conosci qualche spia, anche all'estero, mandaci un'email", si legge sul sito, che già fornisce agli utenti un elenco di "nemici", divisi per città e quartieri.
L'iniziativa non ha mancato di scatenare le polemiche, anche tra le stesse fila dell'opposizione. Per alcuni blogger c'è il rischio che il sito si trasformi in una lista di proscrizione dove ciascuno può accusare chiunque, in base anche a motivazioni del tutto personali. Si scatenerebbe insomma una vera e propria guerra civile, causa a sua volta di ulteriori bagni di sangue. "La cosa più inquietante - scrive "Syria Comment", uno dei blog più autorevoli - è che il sito dell'opposizione ricalchi gli schemi mentali e di comportamento dell'odiata 'mukhabarat', la polizia segreta di Assad, che sulla base di sospetti e delazioni opera arresti e torture tra i dissidenti".
Parole chiave: Bashar al-Assad, repressione, vittime, delatori