stampa
invia
Il personale scolastico di Madrid, Galizia, Castilla La Mancha e Navarra è sul piede di guerra. La ribellione è scatenata dalla riforma dell'istruzione, che prevede la diminuzione dei salari e l'aumento delle ore di insegnamento. Secondo le associazioni dei presidi e dei genitori, tale riforma avrà un impatto estremamente negativo sulla qualità della formazione e porterà all'aumento dell'abbandono scolastico, attualmente attestato al 30 per cento, nella graduatoria Pisa dell'Ocse, appena sotto la Turchia. Ad anno accademico non ancora iniziato, la comunità galiziana ha già iniziato a convocare scioperi, mentre Madrid minaccia di seguirne l'esempio.
La riforma si inserisce nel piano delle autonomie locali di risparmio sui costi scolastici. La Galizia è capofila, con un programma di estensione delle ore di lezione da 21 a 25 alla settimana, con salari invariati o leggermente aumentati. Sindacati minacciano scioperi a ripetizione, mentre numerosi dirigenti scolastici di istituti superiori hanno annunciato possibili dimissioni. Più ore di lezione significa meno ore per i laboratori, per la preparazione delle classi, per l'attenzione ai singoli alunni. La governatrice della Castilla-La Mancha prevede di risparmiare 28 milioni sopprimendo la formazione dei docenti e altri 111 milioni in tagli al personale. A Madrid vogliono ridurre il tutoraggio e le riunioni collegiali, attaverso le quali gli insegnanti fanno il punto sull'evoluzione formativa delle classi e sull'offerta didattica.
Con l'aumento delle ore di lezione si incide sull'impiego dei precari: sempre nell'autonomia della capitale si assisterà ad una riduzione di 3mila posti di lavoro. Aumenta anche il numero degli alunni per classe, per la prima volta dopo 18 anni. Secondo i sindacati, più ore di lezione per la classe significa meno ore per alunni con esigenze educative particolari. "Con due, tre, o quattro ore alla settimana in più per ogni professore - denuncia la Federazione delle associazioni dei dirigenti scolastici - si avrà meno tempo per attività fondamentali come il tutoraggio, la programmazione, le ore complementari utilizzate per le attività, insomma, mille cose che non si vedono ma che fanno sì che l'allievo sia molto più seguito. E' qualcosa di meramente economico. Nessuno dei nostri politici pensa che l'istruzione è il futuro".
Nel dettaglio, questi sono i cambiamenti regione per regione. Madrid: aumento da 18 a 20 ore di lezione dei docenti superiori e soppressione del tutoraggio. Risparmio previsto: 80 milioni di euro; Galizia: i maestri passano da 21 a 25 ore, più 'sorveglianza' degli alunni mentre aspettano i mezzi di trasporto per tornare a casa; Castilla-LaMancha: aumento da 18 a 20 nelle superiori e da 23 a 25 nelle elementari e medie; taglio dei due mesi di vacanza agli interinali che lavorano più di cinque mesi e mezzo. Risparmio stimato: 139 milioni di euro, grazie anche ad altre misure come la soppressione dei centri di formazione per i docenti, o congelamento dei salari. Navarra: l'insegnamento passa da 17 a 18 ore. Risparmio: 8 milioni di euro.
Partiranno i gallegos, con una manifestazione il 9 settembre e due giorni di sciopero il 19 e il 27. In Navarra, il 20 settembre i dirigenti scolastici decideranno se dimettersi in tronco. Lo sciopero a Madrid è invece fissato per il 14 settembre. Così come in Castilla-La Mancha, dove le agitazioni partiranno più tardi, essendo stata presa più tardi la decisione di aumentare le ore di lezione.
Luca Galassi