02/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Le Nazioni Unite criticano l'eccesso nella risposta, ma non la legittimità del blocco. La Turchia pronta a espellere ambasciatore israeliano

L'atteso rapporto delle Nazioni Unite sul raid del 31 maggio 2010 delle forze israeliane contro la flottiglia di Gaza in cui rimasero uccise 9 persone conclude che se il blocco navale di Gaza da parte israeliana deve considerarsi legale e appropriato, il modo in cui le forze israeliane hanno abbordato le imbarcazioni che cercavano di rompere quel blocco quindici mesi fa è stato eccessivo ed irragionevole. "Il blocco navale è stato imposto quale legittima misura di sicurezza per prevenire l'ingresso di armi a Gaza attraverso il mare e la sua attuazione è conforme ai dettami del diritto internazionale". Il rapporto, che verrà reso pubblico oggi e di cui il New York Times ha ottenuto una copia, conclude che quando i commando israeliani sono saliti a bordo della principale imbarcazione che componeva la flottiglia hanno dovuto far fronte ad una "resistenza organizzata e violenta da parte di un gruppo di passeggeri" e quindi si sono trovati a dover ricorrere alla forza per proteggersi. Ma il rapporto definisce la forza "eccessiva ed irragionevole", definendo inaccettabili le perdite di vite umane.

Non si è fatta attendere la reazione della Turchia. Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano progressista Haaretz, Ankara potrebbe decidere di espellere l'ambasciatore israeliano se da Tel Aviv non arriveranno delle scuse ufficiali per l'uccisione dei nove civili. Il governo turco, inoltre sarebbe deciso a emettere sanzioni nei confronti di Israele.