21/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



I sopravvissuti del massacro di Acteal del 1997 accusano l'ex presidente di essere il mandante morale della strage. Lo svelerebbe un rapporto del 1994

Sono passati quattordici anni da quel massacro, ma la macchina della giustizia è ancora in marcia. Così, Ernesto Zedillo, ex presidente del Messico e politico di spicco del Partido revolucionario institucional, al potere fino al 2000, si è visto recapitare una denuncia per lesa umanità. A spargerla, sono stati i familiari del massacro di Acteal, nel Chiapas, dove il 22 settembre 1997 furono massacrate 45 persone, tra uomini donne e bambini. Una strage che rispondeva alla logica della “guerra a bassa identità” con cui il Pri di Ernesto Zedillo sperava di sconfiggere l’Esercito di liberazione nazionale di Zapata.

La denuncia è stata istituita dall'ufficio legale Rafferty Kobert Tenenholtz Bounds & Hess, con sede a Miami, specializzato in diritto internazionale. In base alle leggi statutarie statunitensi, i sopravvissuti sono stati in grado di chiedere a Zedillo di rispondere in quanto mandante morale di atti di tortura e crimini di guerra.

Tra le prove che hanno permesso l’apertura del fascicolo a carico dell’ex presidente, spicca il Rapporto della Segreteria della Difesa Nazionale. Il documento, redatto nel 1994, testimonia l’esistenza di una precisa strategia tesa a creare bande armate in grado di sgomberare la popolazione civile e distruggere le basi d’appoggio delle milizie zapatiste.

La denuncia è stata presentata alla corte federale del Connecticut, distretto dove Zedillo ha il suo domicilio.

Parole chiave: zapata, stati uniti, zedillo, acteal, pri
Categoria: Diritti
Luogo: Messico