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Sono passati quattordici anni da quel massacro, ma la macchina della giustizia è ancora in marcia. Così, Ernesto Zedillo, ex presidente del Messico e politico di spicco del Partido revolucionario institucional, al potere fino al 2000, si è visto recapitare una denuncia per lesa umanità. A spargerla, sono stati i familiari del massacro di Acteal, nel Chiapas, dove il 22 settembre 1997 furono massacrate 45 persone, tra uomini donne e bambini. Una strage che rispondeva alla logica della “guerra a bassa identità” con cui il Pri di Ernesto Zedillo sperava di sconfiggere l’Esercito di liberazione nazionale di Zapata.
La denuncia è stata istituita dall'ufficio legale Rafferty Kobert Tenenholtz Bounds & Hess, con sede a Miami, specializzato in diritto internazionale. In base alle leggi statutarie statunitensi, i sopravvissuti sono stati in grado di chiedere a Zedillo di rispondere in quanto mandante morale di atti di tortura e crimini di guerra.
Tra le prove che hanno permesso l’apertura del fascicolo a carico dell’ex presidente, spicca il Rapporto della Segreteria della Difesa Nazionale. Il documento, redatto nel 1994, testimonia l’esistenza di una precisa strategia tesa a creare bande armate in grado di sgomberare la popolazione civile e distruggere le basi d’appoggio delle milizie zapatiste.
La denuncia è stata presentata alla corte federale del Connecticut, distretto dove Zedillo ha il suo domicilio.