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Nel giorno in cui Tony Blair affronta il probabile voto contrario di 70 parlamentari laburisti sul programma nucleare 'Trident', un'inchiesta del quotidiano britannico 'Guardian' rivela che lo stesso programma è segretamente sottoposto ad aggiornamenti per colpire un maggior numero di obiettivi.
Flotta atomica. A dispetto di quanto finora sostenuto dai ministri britannici, e cioè che l'eventuale
miglioramento e l'upgrade tecnologico del Trident dovranno essere sottoposti al
voto della House of Commons, il portavoce del ministero della Difesa ha ammesso
che un nuovo meccanismo di fuoco realizzato da aziende statunitensi e denominato
Arming, Fusing and Firing, verrà montato sui sommergibili. Con tale sistema -
dicono gli esperti - il Trident sarà più accurato ed efficace, in grado di calibrare
la potenza di fuoco e il 'fall-out' radioattivo a seconda del bersaglio. il Trident
è entrato in servizio nella Marina britannica nel 1994. E' composto da 4 sottomarini.
Ciascun missile ha una gittata di 7.400 chilometri e una potenza distruttiva pari
a 8 volte quelle della bomba che fu sganciata su Hiroshima. Ad oggi, il Regno
Unito dispone di 16 missili Trident su ciascuno dei sottomarini della classe Vanguard,
dei quali uno è in pattugliamento costante. La flotta si trova a Falsane, in Scozia.
Il piano di Blair prevede una spesa di 20 miliardi di sterline, la riduzione dei
sottomarini a 3 unità e delle testate nucleari del 20 per cento.
La dissidenza. La decisione di Blair di dotarsi di un moderno sistema di difesa nucleare risponde,
nelle sue parole, all'esigenza di far fronte ad un accresciuto pericolo e ad un
mondo 'incerto'. L'apologia del Trident fa leva - secondo il Segretario della
Difesa Des Browne - proprio sull'incertezza del futuro. "Non possiamo prevedere
- sostiene il ministro - quale sarà la situazione tra dieci anni. Per questo occorre
prevenire. Il 'Trident' è un deterrente contro regimi estremisti come l'Iran".
La fermezza del governo Blair ha provocato queta settimana due defezioni: Nigel
Griffiths, vice-capogruppo Labour ai Comuni, e il consigliere ministeriale Jim
Devine, dimessisi entrambi per protesta. I liberaldemocratici, guidati da Sir
Menzies Campbell, vogliono posporre la decisione al 2014. Il 60 per cento dei
cittadini britannici è contrario al nuovo programma nucleare. Così numerosi scrittori,
intellettuali, artisti e religiosi, incluso l'arcivescovo di Canterbury Rowan
Williams. A questi, si aggiungono gli oltre 70 parlamentari laburisti che, con
tutta probabilità, stasera voteranno contro il piano. In tutto il Paese si succedono
manifestazioni di protesta. Alcuni dimostranti si sono arrampicati sul tetto del
Parlamento scozzese, e due persone sono state arrestate. Il dibattito alla House
of Lords, che si preannuncia infuocato, farà tornare alla memoria il marzo 2004,
quando 138 deputati laburisti votarono contro la guerra in Iraq. Per non cadere,
stasera Tony Blair dovrà affidarsi al voto dei conservatori, da sempre favorevoli
al nucleare.
Luca Galassi