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A Brescia si cerca di far scendere gli immigrati dalla gru. La trattativa, portata avanti da Cgil, dalla Cisl e dalla Diocesi cittadina, ha portato ad una nuova offerta per i quattro immigrati che dallo scorso 30 ottobre sono asserragliati sulla struttura meccanica del cantiere della metropolitana nel quartiere San Faustino.
Il documento consegnato ai quattro, intorno alle 22.30 di ieri sera, offre tre garanzie: "vi verranno messi immediatamente messi a disposizione - si legge nella nota - i legali da voi scelti ai quali potrà essere conferito mandato. I legali saranno presenti al momento della vostra discesa ai piedi della gru. In quel momento avrete la possibilità di nominare il legale a cui conferire mandato. 2- da quel momento, il legale da voi scelto vi accompagnerà ed assisterà in tutte le procedure di identificazione che per legge dovranno essere consentite nonché vi assisterà in tutte le azioni legali che, in relazione ad ogni singola posizione, potranno essere esperite per l'ottenimento dei benefici che, sempre in relazione alla posizione di ciascuno, potranno essere richiesti. 3- durante tale percorso vi verrà garantito un trattamento umanitario così come è già stato riservato agli altri vostri due fratelli che sono scesi nei giorni scorsi".
Da questa mattina sotto l'enorme struttura in ferro, oltre ai rappresentanti della Curia e dei sindacati, c'è anche un avvocato degli immigrati. Il documento sembra sia stato più volte letto e modificato dai quattro che, se dovessero scendere, ne discuteranno in Prefettura in una riunione speciale. Secondo quanto riferisce il legale, la preoccupazione principale dei quattro manifestanti verterebbe ora sul rimpatrio coatto dei loro compagni scesi dalla gru nei giorni scorsi e che, si vocifera, potrebbe essere eseguito oggi dai Centri identificazione ed espulsione dove sono trattenuti.
Novità anche da Milano dove stamattina i rappresentanti del comitato immigrati hanno incontrato il prefetto, Gian Valerio Lombardi, che, secondo quanto rivelato dagli stessi delegati, avrebbe espresso la propria solidarietà ai manifestanti ma condizionato l'apertura di una trattativa all'abbandono totale della torre da parte degli ultimi tre occupanti.
Lombardi avrebbe anche chiarito di non aver ricevuto alcuna risposta sulla questione da parte del Ministero degli Interni.
Da mezzogiorno, inoltre, un gruppo del comitato meneghino ha allestito un presidio di fronte al consolato egiziano di Milano per chiedere che non vengano espulsi i 9 connazionali arrestati nei giorni scorsi a Brescia.