23/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Parla Marcelo, uno dei manifestanti di via Imbonati a Milano. Dopo le offerte del Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, sembra più vicino il raggiungimento di un accordo con il comitato immigrati.

Un tavolo permanente per discutere i punti dell'accordo e la possibilità, per gli immigrati, di aprire una vertenza, e ottenere un prolungamento di sei mesi del proprio permesso di soggiorno, in caso il datore di lavoro non dovesse presentarsi in Questura per i colloqui.

Questi due dei punti offerti dal prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, agli immigrati che dall'inizio del mese stanno protestando contro la sanatoria 2009, definita "truffa", e la mancata concessione dei permessi di soggiorno. All'incontro si sono presentati, oltre una delegazione del comitato, anche i rappresentanti sindacali e delle associazioni, il capo della Digos, il responsabile immigrazione della polizia e alcuni consiglieri comunali di opposizione.Alle offerte di Lombardi si sono aggiunte quelle della Questura che si è impegnata, in caso di rigetto del permesso di soggiorno, a inviare una notifica informativa, oltre che al datore di lavoro, anche al lavoratore stesso che, così, potrà avviare un'azione legale. "Siamo soddisfatti - ha commentato Jorge Carazas del comitato - ma molti di quelli che in queste settimane hanno protestato con noi, potrebbero rimanere senza permesso perché le pratiche per ottenere la sanatoria sono state avviate fuori Milano". Ora resta da vedere cosa faranno i 3 manifestanti che rimangono ancora sulla torre dell'ex azienda Carlo Erba in via Imbonati. Peacereporter ha raggiunto telefonicamente uno di loro, Marcelo, per sapere quali sono le loro intenzioni.

Ieri dal Prefetto avete ottenuto delle concessioni importanti. Come giudicate questo passo?

Il prefetto ci ha offerto più di quanto ci aspettavamo. Tutte le parti in causa, compresi i sindacati, hanno trovato una sintonia fin dal primo momento. La prefettura ci ha già ricevuto altre volte ma ci ha anche parlato dell'impossibilità di agire. In questo, invece, caso ci ha fatto vedere che c'è più della semplice disponibilità e che ci sono dei presupposti legali per risolvere il problema. Il sistema legislativo c'è, solo che, fino ad ora, non sta funzionando.

Quindi quando scenderete dalla torre?

Questo è un altro problema, perché è vero che questo tipo di soluzione soddisfa tanto il comitato degli immigrati, le organizzazioni sindacali e la stessa prefettura, ma gli immigrati in concreto non riescono ad ottenere nulla. È una grandissima mano, ma è una mano vuota.

Perciò rimarrete ancora sulla torre?

Stiamo portando avanti una denuncia. Non si è mai neanche messa sul tavolo la questione della nostra presenza sulla torre come una questione ingombrante o pericolosa per l'ordine pubblico della città. Dopo venti giorni si è capito bene qual è il profilo di questa protesta, che poi è una denuncia civile: un altoparlante per l'Italia e per il mondo.

Marcelo, in definitiva cosa chiedete per scendere?

Non solo belle intenzioni. Perché di queste ne abbiamo viste tante. Ora ci occorrono offerte concrete. Ieri alla Camera dei Deputati hanno presentato una proposta di legge per l'allargamento della sanatoria alle altre categorie di lavoratori, non solo a colf e badanti, per il fermo delle espulsioni e per l'allungamento dei permessi per la ricerca di lavoro per gli immigrati disoccupati. Questi, colpiti con la legge Bossi-Fini, che collega il permesso di soggiorno al lavoro, con la crisi sono doppiamente penalizzati, perché oltre il permesso di lavoro perdono anche il diritto al rinnovo di quello di soggiorno.

State parlando con degli avvocati. Cosa vi suggeriscono?

Ci dicono che i presupposti per risolvere questa querelle ci sono. Non bisogna inventare una nuova legge o dare un colpo di decreto. Il vero problema è la soluzione pratica: i passaggi burocratici tra Questura e Prefettura. Bisognerà aspettare e vedere.

Sono passati ormai 18 giorni, come sono le vostre condizioni fisiche?

Siamo in perfetto stato, già dall'inizio ci siamo attrezzati con vestiti pesanti e abbiamo allestito tende per dormire al caldo. Quindi a livello fisico e mentale siamo in ottime condizioni. Fin quando c'è il cuore che batte tutto va bene.

Antonio Marafioti

Parole chiave: Italia Immigrati
Categoria: Diritti, Migranti, Politica, Popoli
Luogo: Italia