03/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Abdelrajat, verrà rimandato in Marocco dopo la sua protesta sulla torre di via Imbonati. Ieri il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, aveva auspicato questa soluzione. PeaceReporter ha intervistato Moni Ovadia e Marco Revelli.

Abdelrajat, il marocchino di 32 anni protagonista, per 27 giorni, della protesta contro la "sanatoria 2009", sulla torre ex Carlo Erba di via Imbonati a Milano, sarà espulso dall'Italia. Il provvedimento è stato confermato dal giudice di pace durante l'udienza che è seguita alla dimissione del ragazzo dall'ospedale Niguarda, dove era stato ricoverato in seguito a una forte colica renale. Insieme all'ultimo compagno di protesta, l'italoargentino Marcelo Galati, Abdelrajat ha provato a resistere fino alla fine del tardo pomeriggio di ieri finché le sue condizioni non si sono aggravate e il ragazzo è stato soccorso da una squadra dei vigili del fuoco. Dopo il ricovero in ospedale e il trasferimento al Centro identificazione ed espulsione di via Corelli, il marocchino ha ottenuto un colloquio col magistrato che ha rigettato la domanda di sanatoria e disposto la sua immediata espulsione dall'Italia. Proprio ciò che, subito dopo l'arrivo a terra dei due manifestanti, aveva chiesto il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato: "Ora vediamo se la Questura riuscirà a identificare ed espellere il manifestante clandestino. Pensare che un quarto soggetto - ha detto il numero due di Palazzo Marino - possa di nuovo volatilizzarsi dopo l'ennesimo ricovero in ospedale per malori sarebbe un'amara barzelletta".

Sulle esternazioni del vice di Letizia Moratti, PeaceReporter ha intervistato lo scrittore Moni Ovadia e il sociologo Marco Revelli.

"Cosa si può dire quando al rispetto per il dolore umano si fa prevalere la mentalità burocratica? Si ha la perversione dei diritti e della convivenza civile. Da questo centrodestra - ha sostenuto Ovadia - c'è poco da aspettarsi. Questi sono comportamenti demagogici che cavalcano le paure della gente con le medesime tecniche che usarono fascisti e nazisti. Milano ha perso la propria anima: è diventata una città in cui la qualità di vita si è abbassata. Spero che alle prossime elezioni questo cambi e Milano possa ritornare ad essere un luogo di accoglienza, di cultura e di scienza. Il fatto che un politico non auspichi soluzioni rispettose della dignità umana, ma solo azioni di polizia, fa di esso un essere umano già morto. Perché colui che non ha solidarietà nel cuore, è solo un burocrate"

Per il professor Revelli, classe 1947, le dichiarazioni di De Corato sono state: "una cosa orribile. Mi ha veramente indignato questa esternazione. Ho provato un senso di malessere fisico, quasi di nausea, quando ho letto la notizia. C'è un alto livello di desertificazione umana in un amministratore pubblico che, invece, dovrebbe gestirli gli esseri umani. È un'apocalisse culturale se la prima reazione di fronte a una tragedia del genere, è quella di appellarsi all'istituto poliziesco. Ciò rappresenta il segno più chiaro che in questo Paese si è rotto qualcosa".

Antonio Marafioti

 

Parole chiave: Italia Immigrati
Categoria: Diritti, Migranti, Politica
Luogo: Italia
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