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Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha annunciato che lunedì prossimo incontrerà a Roma il responsabile della politica estera del Consiglio nazionale libico, l'organo formato dagli insorti per rovesciare il rais Muhammar Gheddafi.
Il numero uno della Farnesina è intervenuto telefonicamente nella trasmissione, condotta dal condirettore di Libero Maurizio Belpietro, Mattino cinque. Il ministro ha precisato che "l'Italia ha un contatto forte" con l'opposizione libica e che "il Consolato italiano di Bengasi è sempre rimasto aperto" e che i funzionari hanno continuato a mantenere i contatti con l'opposizione.
L'Italia sta cercando di riguadagnare una posizione centrale nella gestione della crisi libica, dopo aver subito una certa marginalizzazione da parte di Francia e Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania.
Il ministro si è anche espresso su una possibile uscita di scena del Colonnello, che potrebbe scegliere l'esilio sotto la tutela dell'Unione Africana, argomento sul quale Frattini era stato messo in difficoltà da un giornalista della Bbc. Nonostante fin qui l'Unione Africana abbia seguito una linea a dir poco ambigua e ininfluente, il ministro si è detto convinto che il "ruolo dell'Ua sia fondamentale".