Casi di obiezione di coscienza e una lunga lotta pacifista: anche Porto Rico dice “no alla Guerra”
“Io Carlos Enrique Lorenzo, membro della Guardia Nazionale degli Stati Uniti
a Porto Rico, mi rifiuto totalmente di servire l’esercito degli Stati Uniti,
nel caso io sia allertato per la guerra in Iraq e mi dichiaro obiettore di coscienza”.
Chiarissimo Carlos, giovane portoricano che rifiuta di partire per una guerra
che a Porto Rico in molti considerano sbagliata.
Con un grande cartello in mano
si è presentato sabato scorso davanti all’ufficio di reclutamento Usa a San Juan,
dove si stava svolgendo una manifestazione contro i reclutamenti, organizzata
dall’associazione “Madres Contra La Guerra”.
“Gli uomini dell’esercito Usa vengono nelle scuole a raccontarci un sacco di
menzogne” racconta Lorenzo che frequenta il terzo anno del corso di Storia e che
ha ben chiaro il motivo dell’invasione statunitense ai danni dell’Iraq.
Per molti
giovani, però, arruolarsi serve ancora a poter affrontare il futuro in maniera
più (economicamente) serena. “Le giustificazioni date dagli Usa per invadere l’Iraq
sono una farsa per mascherare i fini esclusivamente commerciali e strategici.
Hanno fatto la guerra – continua il giovane “disobbediente”- solo per impossessarsi
delle risorse naturali e energetiche che in quei paesi abbondano. Nulla gli è
interessato delle centinaia di migliaia di donne, bambini e uomini che hanno subito
la guerra, ritrovandosi senza futuro”.
I suoi perché. Rincara la dose consapevole del fatto che a Puerto Rico in molti sono contro
la guerra in Iraq e lo sosterranno: “L’amministrazione Usa, ha messo in atto un’azione
barbarica dimostrando l’assoluto disprezzo delle leggi internazionali e dei diritti
umani. Un’invasione militare arbitraria, basata sulle bugie e con lo scopo di
mantenere nel corso del tempo il suo potere assoluto”. Molto probabilmente, per la sua obiezione di coscienza, Lorenzo subirà un processo
amministrativo. “Siamo pronti ad appoggiare le scelte di Lorenzo e a fornirgli
supporto morale e legale, per tutta la durata del processo” ha fatto sapere Sonia
Santiago, rappresentante e portavoce delle “Madres contra la Guerra”.
La popolazione
portoricana presente all’interno dell’esercito degli Usa in Iraq e Afghanistan
è sempre stata corposa, sono stati quasi
50 i giovani di Puerto Rico che hanno perso la vita in quei paesi.
Uno di loro Lorenzo lo conosceva
bene, fin dai tempi della scuola: Orville Gerena Quinosnes morto all’alba del
6 febbraio scorso. Un attentato alla pattuglia della quale faceva parte gli ha
tolto la giovinezza. “Eravamo amici grazie a mio fratello – dice Lorenzo – era
un buon amico un’ottima persona”.
Un gruppo di mamme coraggiose. Fra loro c'è Sonia Santiago Hernandez, portavoce delle Madres contra la guerra,
un’associazione che si batte contro il reclutamento militare da parte Usa dei
giovani portoricani e contro le “guerre genocide e economicamente interessate”.
L’associazione ha una forma di manifestare molto particolare: i picchetti. Spesso si radunano avanti all’Ufficio reclutamento degli Stati Uniti a San Juan
de Puerto Rico, per protestare contro le atrocità della guerra in Iraq. “Vogliamo
il ritorno immediato dei nostri familiari impegnati nell’esercito Usa in Iraq"
dice Sonia " e vogliamo anche che cessi il reclutamento ingannevole dei nostri
giovani”.
La Santiago vuole anche dire la sua sulla morte del giovane marines portoricano
caduto alcuni giorni fa in Iraq. “I giovani vogliono un mondo migliore. Voglio
possibilità di studio e di lavoro, vogliono progresso. Orville era uno di questi
giovani. Speriamo che la sua morte serva per aprire gli occhi ad altri ragazzi
che non vedano nel reclutamento militare un’opzione della vita”.
Porto Rico, Usa. Strana la storia di Porto Rico. Questo Paese è uno dei più militarizzati del
pianeta, tanto che alcuni geologi portoricani sostengono che esistano più crateri
per metro quadrato nella zona della punta est di Vieques che sulla Luna. A Vieques
c’è stata fino al 1 maggio del 2003 una base militare Usa.
Gli abitanti sostengono che la terra, l’acqua e l’aria siano state
contaminate dalle continue esercitazioni. Da qui sono partite le
formazioni militari statunitensi per invadere Cuba (la famosa invasione
della Baia dei Porci nel 1961), ma anche verso la Repubblica
Dominicana nel 1965, e verso Panama e Grenada, rispettivamente nel 1989
e 1983.