L’isola di Vieques soffre di una grave crisi sanitaria dovuta alle esercitazioni militari
Da domenica 1 ottobre Radio Vieques, voce del Comité Pro Rescate y Desarrollo
de Vieques, si ascolta in tutti gli angoli di Puerto Rico grazie all’accordo raggiunto
nei giorni scorsi con la seguitissima Radio Puerto Rico. In questo modo il Comité
spera di aprire le coscienze della popolazione e renderla partecipe della grave
crisi sanitaria che attanaglia questa piccola isola dei caraibi.
Isola inquinata. Vieques si trova a pochi chilometri dalle coste di Puerto Rico. Fino al 2003,
per sessant’anni circa, è stata occupata dagli uomini dell’esercito statunitense
che l’hanno utilizzata a loro piacimento per esercitazioni militari.
Sull’isola sono stati eseguiti test militari che hanno lasciato il segno, sia
nella popolazione, sia nel territorio e ancora oggi, a tre anni dall’abbandono
della base militare si contano i malati colpiti dagli agenti tossici presenti
nelle armi made in Usa.
Su tutti, il problema dell’uranio, che pare abbia contaminato acqua, terreni
(di conseguenza cibi) e aria, tanto da far divenire quest’isola fonte di preoccupazione
per il ministero della Sanità di Puerto Rico.
Che le esercitazioni effettuate dai militari lasciassero sul terreno scorie nocive
lo si può facilmente intuire dai dati forniti dal ministero della Sanità di Puerto
Rico: la popolazione che vive a Vieques ha il 30 per cento di probabilità in più
di ammalarsi di cancro rispetto a quella che vive sull’isola maggiore. Ma non
solo questo. Molte bombe lanciate durante le esercitazioni sono rimaste inesplose,
causando problemi al territorio.
La conferma arriva direttamente dall’isola di Vieques per conto di Roberto Rabin,
portavoce del Comité Pro Rescate y Desarrollo de Vieques che racconta: “Esigiamo
dal Governo di Puerto Rico, e in particolare dal dipartimento per la salute, la
costruzione delle strutture ospedaliere necessarie per tutta la comunità davanti
alla grave crisi sanitaria che si sta prospettando da diverso tempo nell’isola
di Vieques. E’ vero che la popolazione di Puerto Rico soffre di mancanza di strutture,
soprattutto sanitarie. Questa carenza si è molto aggravata a Vieques. Tutto questo
avviene perché il governo è stato incapace di soddisfare le esigenze della popolazione”.
I danni alla salute. “Abbiamo una quantità esagerata di ammalati di cancro – racconta ancora Roberto
Rabin – e anche di malattie respiratorie. E ci sono stati molti casi di diabete”.
Le cause di queste malattie, secondo il Comité Pro Rescate y Desarrollo de Vieques,
sono da ricercare nell’intensa attività militare presente nell’isola durante tutto
il XX secolo. “Noi siamo convinti che la causa principale dell’altissima incidenza
delle malattie come il cancro sia dovuta all'ambiente inquinato da più di mezzo
secolo dai bombardamenti militari che hanno visto l’uso massiccio di armi all’uranio”.
Ma la colpa della grave situazione non è tutta da addebitare alla marina statunitense
presente a Vieques. “Effettivamente per decenni qui ci sono stati i militari Usa.
Nel corso degli anni però la base militare presente sull’isola è stata utilizzata
anche da eserciti dei paesi aderenti alla Nato e da eserciti dei paesi sud americani
alleati degli Stati Uniti”.
Oltre all’uranio, però, esiste la convinzione che vi siano altri componenti tossici
presenti sull’isola dovuti alle operazioni militari. “Stiamo lavorando da molto
tempo per cercare di recuperare maggiori informazioni sul genere di armi che sono
state utilizzate per esercitazioni militari. La marina statunitense ha ammesso
l’utilizzo di armi all’uranio ma non ha mai fatto pervenire nessuna relazione
sulla grave situazione sanitaria conseguenza delle loro esercitazioni militari”.
La polemica. Roberto Rabin racconta che gli Stati Uniti stanno attuando un programma di pulizia
ambientale per ripulire l’isola dalle nefandezze delle esercitazioni. “E’ una
strategia che nasconde i danni causati dagli Usa. Loro stanno cercando di pulirsi
la faccia e fuggire dalle loro responsabilità, attraverso un programma che prevede
la creazione di un parco ambientale”. E Roberto Rabin sostiene anche che la popolazione
dell’isola non vive in pace. “Non possiamo vivere in pace se ci sono così tanti
malati nella nostra comunità e se abbiamo bombe inesplose nei nostri territori”.